Il mercato delle costruzioni a partire dall’industrializzazione della produzione edilizia è stato caratterizzato, in tutti gli ambiti nazionali, da una grossa eterogeneità di prodotti per l’edilizia e metodi di lavorazione, questi ultimi legati sostanzialmente alle tradizioni artigianali e locali evolutesi col tempo in seguito anche alla disponibilità di nuovo prodotti di tipo tecnologico. Dal punto di vista economico, si è proceduto a classificarli creando dei tariffari a cura delle istituzioni preposte a registrare l’andamento dei costi nell’ economia di settore, e di in Italia si è consolidata la consuetudine in termini di norma di legge e di utilizzare i prezzari ad esempio del Genio Civile, dei Provveditorati provinciali alle Opere Pubbliche, delle camere di commercio, o delle associazioni di categoria, ma anche quelli diffusi dai grossi enti che avevano necessità di regolamentare i costi di forniture le lavorazioni all’interno del proprio ambito, ad esempio, enti di gestione ferroviaria, stradale, pubbliche amministrazioni etc. Il problema era però individuare univocamente ed in base alla tecnologia produttiva oltre al tipo di requisito che rappresentava nell’ ambito del sistema edificio un determinato prodotto. Tutto ciò ha portato ad avere nel tempo una diversificazione non solo di costi tra le varie macroaree geografiche di una nazione o tra le nazioni stesse in base anche al loro grado di industrializzazione ed andamento economico, ma anche di terminologie nell’ambito già di un solo stato riferite ad esempio alle tradizioni artigianali regionalistiche, generando delle difficoltà interpretative sulle caratteristiche sulla qualità di una determinata lavorazione  e o fornitura senza relazionare l’elemento costruttivo al tipo di prestazione che un dato prodotto garantiva in una costruzione.

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Pertanto nei paesi più industrializzati è apparsa evidente già da decenni la necessità di individuare dei sistemi di classificazione basati su criteri univoci, standardizzati e quindi studiati da commissioni di esperti formate a livello non governativo, vedasi la CSI americana che distribuisce e cura le norme masterclass e omniclass,  una raccolta di  schede di componenti del sistema costruttivo di un edificio  che pertanto fanno riferimento  ai materiali di cui  è composto risalendo anche al processo di lavorazione per produrlo, relazionato tra loro secondo uno schema di tipo gerarchico, o le norme Uniclass distribuite dalla NBS britannica  più o meno dello stesso genere, ed altre ancora via via in uso nei vari paesi,  volte tutte a fornire una classificazione utile, il tutto già dapprima che prendesse piede la metodologia digitale nel processo costruttivo. Ovviamente si corre il rischio, soprattutto nel nostro paese dove l’uso di questi sistemi di classificazione stenta a prendere piede, di confondere questi schemi con dei prezziari ossia dei documenti che attribuiscono un costo agli oggetti classificati. In effetti questi criteri possono essere in stretta relazione con la necessità poi di definire dei prezzi, poiché, noto l’oggetto univocamente classificato può comparire in un capitolato d’appalto col relativo costo, o in un determinato tariffario univocamente determinato. Quindi un tariffario potrebbe essere basato su un sistema di classificazione, che però di suo non prevede informazioni di tipo economico. Anche in questo caso potemmo dire che l’uso del BIM ha potenziato e dato maggior peso a questi criteri di classificazione, portandoli a costituire la base per la documentazione sulle fasi di sviluppo del progetto attraverso la redazione dei cosiddetti MIPD (Model Information Develop Plan) che come è noto è la specifica sezione del BIM Execution Plan, o quello che nella normativa italiana si chiama Pgi (piano di gestione informativa).  Ma quale criterio hanno adottato questi enti di normazione per creare dal nulla così complesse e corpose classificazioni? O meglio, esiste una regola comune di compilazione che renda facile la differenziazione anche grazie a criteri di relazione, tra questi prodotti? le norme di classificazione appena citate infatti sono tutte strutturate sulla base di una norma stavolta di tipo internazionale, ossia emanata dall’ International Organization for Standardization (ISO) già nel 2005 quindi in un’epoca in cui la metodologia BIM muoveva i primi passi, attraverso le formulazioni dei suoi propositori. Metodi di classificazione sono pertanto vari, ad esempio:determinata lavorazione  e o fornitura senza relazionare l’elemento costruttivo   al tipo di prestazione che un dato prodotto garantiva in una costruzione .

LA NORMA ISO 12006- 2 DEL 2001 (PRIMA EDIZIONE)

La linea guida esposta nella ISO 12006-2  e proposta dalla International Organization for Standardization, definisce una struttura per lo sviluppo dei sistemi classificativi degli elementi che compongono l’ambiente costruito. Ciò comporta un set di classificazioni raccomandate ed un insieme di informazioni associate alle classi di oggetti che ne favoriscano l’univocità degli elementi. La normativa non è dunque un sistema di classificazione in se, ma lo schema logico su cui basare un sistema di classificazione, e di fatto quello a cui si ispirano tutte i principali sistemi che forniscono tabelle di classificazione, compreso le tabelle cobie che entrano in gioco per scopi manutentivi. In sostanza vengono individuati due principali criteri in base a i quali classificare gli oggetti:

  • Per forma
  • Per funzione

criteri bim 2Da questi, secondo uno schema piramidale le classi di oggetti con oggetti membri e sottomembri che per successivi oggetti derivano dal set principale di oggetti classificati. La norma ISO 12006.2 è stata riproposta la commissione responsabile di rivisitarla ISO/TC 59 Building an civil enginnerig works e subcommissione SC13 Organization of information about costruction works. Ovviamente questa seconda edizione nota ISO 12006 2 -3   2015 come cancella e riorganizza la 12006 -2 2001 in due parti.

Part 2: Framework for classification

Part 3: framework for object-oriented information

In questa rivisitazione, si tiene conto dell’evoluzione anche dei sistemi qualità nell’ottica di un processo integrato che parte dalla proposizione progettuale e fino al concetto di manutenzione cui deve conformarsi la strutturazione di un possibile moderno  sistema di classificazione .

IL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE BRITANNICO

L’UniClass, ossia Unified Classification for the Construction Industry, è un sistema di classificazione sviluppato dall’NBS e promosso dal Construction Industry Project Information Committee (CPIC), che rappresenta quattro organizzazioni: la Construction Confederation, il Royal Institute of British Architects (RIBA), la Royal Institution of Chartered Surveyors (RICS) e la Chartered Institution of Building Services Engineers (BSE).                                  Costituisce la risposta britannica alla ISO 12006-2, ufficialmente citata nel Building construction – Organisation of information about construction works.  È il sistema di classificazione utilizzato anche nel BIM Toolkit, presente in Revit ma un po’ nelle principali piattaforme di Bim Authoring ed a cura sempre dell’NBS, che fortunatamente offre anche un comodo strumento di ricerca all’interno delle tabelle costituenti il documento.

La composizione delle tabelle è gerarchica e suddivisa nei seguenti elementi:

  • COMPLEXES (Complessi) il progetto nel suo insieme
  • ENTITIES (Entità)i singoli blocchi che costituiscono il progetto
    • SPACES (Ambienti) i locali in cui è suddiviso l’edificio
    • ACTIVITIES (Attività) le attività che vengono svolte all’interno di quei spazi
    • ELEMENTS (Elementi) i singoli componenti di un edificio (muri, fondazioni, tetti,..
    • SYSTEMS (Sistemi) l’insieme dei componenti che concorrono a creare un elemento
    • PRODUCTS (prodotti) i singoli elementi che compongono un sistema

Le tabelle Uniclass sono incrociate e discendono a cascata, quindi è possibile identificare, dal singolo codice dell’elemento, l’entità e lo spazio di appartenenza. Ogni classe di elemento ha la sua tabella in cui vengono esplicitate le sottocategorie. Una caserma ad esempio ha codice generico Co_20_60: una installazione destinata ad un’arma specifica avrà un codice specifico Co_20_60_56 per distinguerlo da una base militare destinata ad altro corpo che ha codice Co_20_60_02. La struttura logica come detto è praticamente la stessa per tutti i sistemi di classificazione con codici però differenti. Il prefisso ed il suffisso permettono di riconoscere se un edificio o oggetto è per uso civile o militare.

I SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE STATUNITENSI

criteri bim 3Il progetto e la realizzazione di una costruzione utilizza in rapporto alle fasi di consegna della commessa, varie metodologie, ed oramai quello su cui ci si orienta è sempre più il modello digitale attraverso la condivisione in cloud, in cui è possibile gestire dalla fase di progettazione a quella di cantiere relativamente ai vari elementi prodotti di edilizia e dei metodi di montaggio ed installazione. Per consentire la comunicazione di lavoro tra i team coinvolti nella progettazione, e le ditte che eseguono i lavori, tra le varie squadre, serve uniformità di informazioni, per questo nel mercato delle costruzioni americano in risposta alla norma standardizzata enunciata è stato creato il sistema omniclass alternativo all’UniClass, che comprende al suo interno le specifiche di:

MasterFormat (per il prodotto delle lavorazioni), 

UniFormat II (per gli elementi)

 MasterFormat
Eminentemente americano, è un sistema di classificazione specifico per progetti di costruzioni a uso commerciale e istituzionale, ed è prodotto dal Construction Specifications Institute (CSI) congiuntamente al Construction Specifications Canada (CSC). La sua peculiarità è quella di classificare gli elementi sulla base del risultato, dell’effetto, sulla base della loro FUNZIONE. In altre parole, classifica gli elementi non strettamente sulla base di ciò che sono ma sulla base di ciò che fanno (la parte destra del framework ISO, ovvero la classificazione by Activities).

IL SISTEMA OMNICLASS

Questo tipo di classificazione è definita “elemental”, per elementi, è molto più pratica da consultare ed utilizzare poiché è alla base dei MPDT (Model Production and Delivery Table) per la documentazione presente in un capitolato informativo, Revit implementa da parecchie edizioni il sistema di codifica OMNICLASS solo per le famiglie caricabili.

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A seconda della categoria della famiglia, Revit offre di default una preselezione di sottocategorie. Naturalmente è possibile navigare altre categorie scegliendole dal menu a tendina accanto a “Show classifications for”.

OmniClass è un sistema di classificazione che può essere utilizzato per molte applicazioni, come l'archiviazione di materiali fisici o l'organizzazione di informazioni sul progetto, ma la sua applicazione principale è quella di fornire una struttura di classificazione per database e software elettronici, arricchendo le informazioni utilizzate in tali risorse. OmniClass incorpora altri sistemi esistenti attualmente in uso come base di due delle sue tabelle: MasterFormat® per la tabella 22. Risultati lavoro e UniFormat® per la tabella 21 - Elementi.  Il sistema di classificazione omniclass ricorre nell'intero ciclo di vita del progetto. 

L’intento è quello di migliorare la comunicazione e l’utilizzo efficiente delle informazioni sul progetto e le fasi della sua realizzazione potenziato dallo standard MasterFormat. La logica organizzativa per tabelle con elenchi di articoli di prodotto numerate secondo codici progressivi e relazionali, e quindi pernumerazioni, con corrispondenti titoli consentono di organizzare e comunicare il piano operativo di realizzazione dell’opera all'intero team di progetto e di costruzione in tempi congrui. Concludendo,  il sistema di classificazione  MasterFormat deve rappresentare  la base per l'organizzazione di informazioni da riportare sui documenti contrattuali , sulle relazioni tecniche sugli EIR (Employer Information Requirements,) o  Capitolati informativi, alla base di gare pubbliche, e, per lo meno nel mercato delle costruzioni americano, o nei progetti internazionali di cooperazione , che però vedano come capofila società americane o Governo Americano, le società di ingegneria, ed i progettisti in generale possono affidarsi allo standard proposto dalla commissione CSI come formato operativo di produzione edilizia.

CORRISPONDENZE NEL MERCATO ITALIANO

criteri bim 5Ovviamente questi sistemi di classificazione fanno parte del bagaglio operativo di ogni Bim expert, nella misura in cui esso si trovo ad operare in progetti internazionali, o a committenza estera, che prevedono l’utilizzo di tali codifiche, non è infatti raro imbattersi in BEP che prevedono l’utilizzo di Omniclass o Masterclass, con la finalità poi di agevolare la gestione degli asset in una logica manutentiva dell’opera costruita. In Italia   considerando a parte il retaggio culturale della standardizzazione in edilizia che porte già dalla norma UNI 8290 sul sistema edilizio che di fatto rappresenta una prima classificazione dei componenti edilizi almeno nelle terminologie.   Negli appalti in BIM Italiani non si dispone ancora di un sistema di classificazione standard nazionale. Va citato un primo tentativo di standardizzazione di prodotto da costruzione e lavorazione in Italia proposto dal progetto Innovance a cura del Politecnico di Milano, che vedeva anni fa coinvolto il diventata poi norma UNI 11337 2009, poi sorpassata e sostituita dalla UNI/TS 11337-3:2015, dal punto di vista di criteri di classificazione si perche si è in attesa di vedere emanate le UNI 11337- 2 Criteri di denominazione e classificazione di modelli prodotti e processi che rappresenteranno la risposta italiana a un criterio generale di classificazione standardizzata, naturalmente parliamo sempre di una norma che detta regole per la classificazione, ma non un sistema di classificazione.

Nella precedente norma UNI 11337 del 2009 infatti erano presenti tutte le classificazioni appunto di prodotti e voci di lavorazione nell’ ottica di cominciare a dotare di strumenti BIM anche il mercato italiano, I criteri di codificazione di Opere, Prodotti da costruzione, Attività e Risorse adottati erano pertanto:

 Specifiche Tecniche

     TS1 - Criteri di Denominazione

     TS2 - Schede tecniche prodotti

     TS3 - Schede tecniche attività

     TS4 - Schede tecniche mezzi

        ....   ………………………..

    TS6 – BIM

A loro volta i componenti singoli impiegati poi nelle schede di applicazione erano oggetto di una classificazione specifica a cui le altre schede viste rimandavano sulla base di elementi quali:

  • Dicitura
  • Parola chiave
  • Impiego preventivo
  • Specifica tecnica armonizzata UNI EN 773
  • Designazione di elenco prezzi
  • Descrizione di Capitolato.

Si segnala, non volendo tuttavia approfondirne gli intenti in questa sede, la piattaforma Digiplace, ad opera degli stessi autori di Innovance, legati al politecnico di Milano, ed intenti a creare sempre un comune sistema di classificazione, che unisca committenza, progettisti produttori, fornitori e imprese integrato col processo BIM di cui sono sostenitori e fautori in italia. Come detto il sistema Innovance è soppiantato dalla UNI/TS 11337-3:2015, intitolata “Edilizia e opere di ingegneria civile – Criteri di codificazione di opere e prodotti da costruzione, attività e risorse - ed è utilizzata per mettere ordine nell’archivio delle aziende fornitrici di prodotti da costruzione. Elaborata dalla Commissione tecnica Prodotti, processi e sistemi per l’organismo edilizio la UNI/TS 11337-3 offre le informazioni indispensabili per costruire un modello operativo strutturato per raccogliere e archiviare i dati e le informazioni tecniche dei prodotti da costruzione. Come si vede dunque, non va nella direzione di classificare i componenti del sistema tecnologico in maniera gerarchizzata e o incrociata, e non presenta una diretta connessione con la metodologia BIM cosa che favorisce il processo di modellazione digitale, ma piuttosto offre criteri di classificazione, che però poi variano da fornitore a fornitore, per un qualsiasi prodotto da costruzione, la norma prevede:

  • la descrizione qualitativa (caratteristiche tipologiche, tecnologiche, prestazionali e commerciali) non definibile attraverso un criterio misurabile e codificabile;
  •  la descrizione quantitativa (caratteristiche tipologiche, tecnologiche, prestazionali e commerciali) definibile attraverso un criterio di misurazione.

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Il modello è utilizzabile dalle varie categorie di operatori congiuntamente al modello di guida alla corretta posa in opera, installazione, manutenzione, trasporto, movimentazione e dismissione.

Nel processo decisionale, tuttavia sono coinvolti e direttamente chiamati in causa ovviamente anche i principali produttori di componenti e articoli per il mercato delle costruzioni in Italia, oltre che le stesse organizzazioni citate all’inizio di questo nostro articolo in merito alla definizione di tariffari di prodotti e lavorazioni per l’edilizia, che in qualche modo partecipano al tavolo della commissione UNI Italiana a titolo consultivo e apportano un determinante contributo.

Arch. Luca Talucci - BIM Expert

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