Rapporto Smart Building 2019: cresce in Italia il mercato dello Smart Building

Il mercato dello Smart Building in Italia sta mantenendo una crescita costante, con un volume di affari pari a 3,6 miliardi di euro nel 2018 ed una propensione ad un incremento significativo nel prossimo quinquennio. Tale tendenza è confermata dallo Smart Building Report 2019 organizzato a febbraio scorso dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, che ha evidenziato quanto tali investimenti provengano, in modo quasi omogeneo, da building devices & solutions (41%, pari a 1,47 miliardi di euro) e piattaforme di gestione e controllo (28%, corrispondente a 1,02 miliardi).

investimenti smart building 

Un tema in continua evoluzione: “Lo Smart Building è un edificio in cui gli impianti in esso presenti sono gestiti in maniera integrata, intelligente ed automatizzata attraverso l’adozione di un’infrastruttura di supervisione e controllo degli impianti stessi, al fine di minimizzare il consumo energetico, il comfort e la sicurezza degli occupanti, e garantendone inoltre l’integrazione con il sistema elettrico di cui il building fa parte”, definizione data dal Politecnico di Milano.

Tale report ha portato alla luce alcuni key elements dell’architettura tipica di uno Smart Building:

  • Building device e solution: gli impianti e le tecnologie, presenti all’interno dell’edificio, tra cui quelli di generazione di energia e di efficienza energetica e quelli relativi al tema safety&sercurity, che provvedono al comfort ed alla sicurezza degli occupanti.
  • Automation technologies: la sensoristica connessa agli impianti, finalizzata alla raccolta dati, e gli attuatori che impartiscono sugli impianti i comandi elaborati dalle piattaforme di controllo e gestione.
  • Piattaforme di controllo e gestione: l’insieme dei sistemi software volti alla raccolta, elaborazione e analisi dei dati acquisiti dalla sensoristica installata sugli impianti.
  • Connectivity: l’insieme dei protocolli di comunicazione, wireless o cablati, che permettono la comunicazione tra sensori, attuatori e la piattaforma di controllo e gestione.

La piattaforma di gestione e controllo del patrimonio, quindi, al centro della filiera, con il coinvolgimento di quattro figure chiave:

  • Proprietari: soggetti, sia fisici sia giuridici, proprietari dell’edificio e che effettuano l’investimento.
  • Utilizzatori: possono essere sia affittuari sia proprietari degli edifici. Sono i soggetti che più direttamente usufruiscono dei benefici associati ad uno Smart Building.
  • Manutentori: soggetti che effettuano gli interventi di riparazione e sostituzione della sensoristica e delle componenti degli impianti presenti nell’edificio.
  • Conduttori: soggetti che si occupano del corretto funzionamento degli impianti ed intervengono in modo da migliorare le prestazioni di quest’ultimi. In base alla tipologia di configurazioni presenti, possono essere presenti sia fisicamente nell’edificio, sia gestirlo da remoto.

È sempre più chiara la necessità di creare un ecosistema integrato, dove i vari player dovrebbero giocare un ruolo ben distinto e differente tra loro. Tra questi è stata effettuata un’analisi tramite interviste dirette a 129 player, individuando sette categorie:

  • Esco – Energy Service Companies: società che offrono servizi integrati che, a partire dalla diagnosi energetica, individuano i migliori interventi realizzabili non limitandosi alla semplice sostituzione dei singoli dispositivi.
  • Utility: operatori che si occupano dell’erogazione e della gestione dei servizi legati alla distribuzione e alla fornitura di energia (elettricità, luce, gas, ecc.) nonché di altre risorse come l’acqua o dell’erogazione e gestione dei servizi ambientali ad imprese e cittadini.
  • Technology provider: imprese con focus sullo sviluppo, produzione e commercializzazione di building devices o di tecnologie specifiche per lo Smart Building (sensori, attuatori, dispositivi di monitoraggio e controllo).
  • Software provider: aziende che sviluppano e/o commercializzano piattaforme di controllo, monitoraggio e gestione del patrimonio immobiliare, utili per tutti gli attori della filiera produttiva del ciclo di vita dell’edificio.
  • TelCo: aziende di telecomunicazioni che offrono l’infrastruttura di connettività e servizi e soluzioni di safety, security e building device, anche in modalità cloud.
  • Facility Management: professionisti o imprese che si occupano dell’insieme di tutte quelle attività a supporto del core business, volte alla gestione, al cambiamento e all’efficientamento di un patrimonio immobiliare.
  • Studi di progettazione: all’interno della filiera sono chiamati in causa nel prendere in considerazione i temi fondamentali di efficienza energetica, sicurezza e comfort nelle prime fasi del ciclo di vita dell’edificio.

 player smart building

È stato inoltre approfondito e definito il cosiddetto livello di “smartness”, partendo dai nove servizi identificati come parametri per stabilire il grado di efficientamento dell’edificio:

  1. Riscaldamento
  2. Raffrescamento
  3. Acqua calda sanitaria
  4. Sistema di ventilazione
  5. Illuminazione
  6. Copertura dinamica edificio
  7. Elettricità
  8. Sistema di ricarica veicoli elettrici
  9. Controllo e gestione

A tali parametri è stato attribuito un livello di funzionalità, variabile da 2 a 5 in base al servizio. Questi dati vengono poi successivamente valutati in base all’impatto su diverse categorie:

  • Energy
  • Flessibilità per la rete
  • Autoproduzione
  • Comfort
  • Convenienza
  • Benessere
  • Manutenzione e prevenzione
  • Accesso alle informazioni

Questa matrice permette di valutare il grado di smartness dell’edificio, con una formalizzazione da parte della Commissione istituita per redigere il documento entro marzo 2020.

Risulta dunque evidente la complessità del settore e l’importanza di una visione d’insieme, dove la cooperazione deve essere la parola d’ordine.

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